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Il lavoro di restauro è suddivisibile nelle seguenti fasi operative: 1) Catino absidale e relative pareti 2) Volta a botte e relative pareti con lesene 3) Volta a crociera e relative pareti con pannelli istoriati e lesene 4) Arco trionfale e relative pareti con lesene 5) Pareti Navata 6) Cappelle Laterali.

CATINO ABSIDALE Tutta l’area del catino absidale è interessata da una tempera alla caseina raffigurante la Resurrezione di Cristo del pittore Pegrassi creata nell’anno 1946. Per quanto riguarda quest’opera l’intervento di restauro è consistito in una prima fase di pulitura a mezzo gomma-pane, considerando la buona adesività della superficie pittorica senza nessun suo sfogliamento e distaccamento dall’intonaco. Successivamente si è passati ad una seguente fase di pulitura più approfondita a mezzo velinatura con acqua distillata e successivamente al fissaggio tramite velacril ( AC 33 ) In alcuni punti dell’opera, vista la presenza di crepe verticali nell’intonaco (dell’ordine di 1-2 millimetri), si è provveduto alla stuccatura e al successivo ritocco a mezzo tempera all’uovo e terre ripristinando le cromie originali.

PARETI DELL’ABSIDE Le pareti dell’abside sono suddivise sia altimetricamente che orizzontalmente da specchiature racchiuse da cornici murarie, suddivisione rispettata e sottolineata da una cromia diversa, rispettivamente più chiara per gli specchi e più scura per le cornici usando la calce (calce del Brenta) e le terre. Al di sopra corre un cornicione di chiusura con mensole la cui parte frontale arricciata è stata dorata ex novo.Subito sotto al cornicione corre una fascia di colore rosato con iscrizioni latine, evidenziate da una doratura ripristinata, visto che la sporcizia ne aveva quasi cancellato sia lo splendore che la sua leggibilità. Al centro della parete la pala di S.Martino copre quasi per intero lo sviluppo verticale dello spazio: l’intervento di pulitura della tela (visto che non presentava ne lacerazioni, ne scrostature) ne ha restituita la visione originaria. Per la sua cornice, è stato usato oro in foglia dopo averne eliminato sia lo sporco sia uno strato di pittura precedente. Per questo sono state necessarie stuccature e cartavetratura della sua superficie in modo da renderla levigata e idonea a ricevere la foglia d’oro. Sotto la tela è stata ripristinata la scritta latina inerente l’iconografia del Santo. La pulitura di questa zona ha interessato anche i due angeli lignei sospesi lateralmente a mezzo acqua distillata ed un solvente non aggressivo.

LA VOLTA A BOTTE Anteriormente al catino absidale lo spazio del soffitto presenta un’arcatura a botte, ai lati del quale sono inserite due finestre che danno vita alle rispettive vele. Le decorazioni di questa parte consistono in due cornici con ovuli lungo tutta la larghezza della volta e girali che percorrono il perimetro delle vele: queste presentano nel loro interno delle cornici e delle controfasce che ne frammentano l’area dando un’illusione tridimensionale dello spazio, occupato in parte dai simboli dell’Eucarestia (pane e pesci ). Al centro della volta il monogramma di Cristo con la scritta. Per il restauro delle decorazioni ( del pittore Negrini ) si è usata la consueta procedura di pulitura a mezzo gomma-pane, velinatura, fissaggio e ritocco con le terre e calce laddove era necessaria una ricostruzione o ritocco delle stesse.

LA VOLTA A CROCIERA Nell’area soprastante il presbiterio lo spazio è sviluppato a crociera con le decorazioni che ne sottolineano le suddivisioni geometriche per mezzo delle girali ( similmente alla zona descritta precedentemente ) ed alle cornici e controfasce che frammentano l’area dando un’illusione volumetrica: le cornici con ovuli contribuiscono a questo tipo di visione, dando importanza allo spazio che delimitano, contenente i simboli degli Evangelisti. Lateralmente due finestre danno luce alla volta. Anteriormente e posteriormente a questo spazio, esistono due sott’archi decorati con cornici simil-aggettanti e fungono come raccordo con il catino absidale da una parte e l’arco trionfale dall’altra. La tipologia operativa adottata è stata la medesima per la parte descritta precedentemente. Le pareti di quest’area sono anch’esse suddivise in specchiature da cornici in muratura con colorazioni uguali a quelle dell’ abside, ma qui sono divise verticalmente da lesene a pianta a forma di mezza croce e presentano sui prospetti delle finte scanalature con tre ombreggiature ed un lume. L’intervento è consistito in stuccature laddove era necessario, pulitura, fissaggio e rifacimento delle parti mancanti. Sempre sulle pareti del presbiterio, a fianco all’altare, ci sono dei pannelli raffiguranti delle scene bibliche ( autore Pegrassi ) eseguite a tempera alla caseina: per queste opere, in modo analogo alla Resurrezione di Cristo, si sono pulite, fissate e ritoccate nelle piccole parti mancanti, visto il buono stato di conservazione delle opere.

ARCO TRIONFALE L’arco trionfale presenta un affresco raffigurante l’Annunciazione ( autore Pegrassi ), come si può constatare dalle giornate di lavoro testimoniate dalle commessure lungo il perimetro delle figure dell’angelo e della Madonna ed in altri punti altrove sullo sfondo. Ad una fase di pulitura a mezzo gomma-pane, senza abrasioni lesive, è seguita una pulitura più approfondita a mezzo velinatura con acqua distillata e fissaggio con velacril: non sono stati necessari alcuni ritocchi visto il buono stato di conservazione sia del dipinto che del supporto che lo ospita a parte una velatura di acqua di calce sullo sfondo al di là delle nuvole. Anche su questo lato sono presenti le lesene a pianta a forma di mezza croce e presentano sui prospetti delle finte scanalature con tre ombreggiature ed un lume. L’intervento è consistito in stuccature laddove era necessario, pulitura, fissaggio e rifacimento delle parti mancanti.

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